Mindfulness

“Forse la cosa più «spirituale» che ciascuno di noi può fare è semplicemente guardare
con i propri occhi, vedere con occhi di completezza, e agire con integrità e tenerezza.”

                                                                                                            Jon Kabat-Zinn

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La mindfulness è di moda. La mindfulness funziona. La mindfulness è poco seria. La mindfulness ti cambia la vita. Ma alla fine, cos’è la mindfulness?

In questi ultimi anni c’è stata una diffusione mai vista prima di pratiche come lo yoga e la meditazione, e a queste si è aggiunta la mindfulness. Ma qual è la differenza?

In un nostro articolo per la rivista culturale Pangea, intitolato “Fate meditazione ma non sapete cos’è la meditazione“, spieghiamo che la meditazione è una pratica spirituale a tutti gli effetti il cui fine per i buddisti e gli induisti è simile ma non uguale. Per gli induisti aiuta a comprendere la realtà ultima, per ambire poi al ricongiungimento con l’Assoluto, non essere più prigionieri del saṃsāra, e raggiungere quindi la liberazione definitiva, il mokṣa, e non rinascere mai più. Per i buddhisti la meditazione ha come fine l’illuminazione, la comprensione che tutto è Maya, illusione, vuoto, o meglio, coproduzione condizionata, il tutto per raggiungere il nirvana, l’estinzione, e non rinascere mai più.

Questo per farla molto ma molto breve.

Ma di cosa parliamo quando parliamo di mindfulness?

Possiamo definire la mindfulness come una versione laica della meditazione.

Mindfulness è tradotto con la parola “consapevolezza”, e ha “rubato” molto dalla meditazione vipassanā buddhista, ma è come se si fosse fermata alla fase “dell’attenzione sostenuta”, la parte dedicata all’ascolto del respiro, al vivere il momento presente, mantenendo sempre un atteggiamento non giudicante, di osservatore, di non attaccamento e accettazione. È fondamentale, come nel buddhismo, l’equanimità, la capacità di accogliere tutto nel bene e nel male con discernimento.

Cinque ostacoli della meditazione :

  • desiderio

  • agitazione

  • pigrizia

  • dubbio

  • avversione

Gli ostacoli sono gli stessi della meditazione buddhista.

La mindfulness è una pratica molto funzionale per la gestione dello stress, dei traumi, dei disturbi legati all’ansia e alla depressione, ed è sempre più utilizzata anche dagli psicologi.

La mindfulness iniziò a diffondersi nel 1979 grazie agli studi di Jon Kabat-Zinn, biologo e professore della School of Medicine dell’Università del Massachussets, che introdusse questa forma di meditazione in ambito ospedaliero.

Kabat-Zinn fu il primo a capire che la relazione tra la mente e il corpo fosse fondamentale anche in ambiti medici, e non solo mistici. Il biologo era un praticante di meditazione vipassanā ma capì che per essere accettata anche in Occidente avrebbe dovuto eliminarne tutte le parti inerenti alla spiritualità, proprio per riuscire ad avvicinarvi ogni tipo di paziente appartenente a qualunque religione o ateo.

Fu sempre Kabat-Zinn a mettere in pratica il Mindfulness Based Stress Reduction (MBSR) un programma ideato per persone che soffrono di dolori cronici e per malati terminali, e che oggi viene utilizzato anche per la gestione dello stress nella vita quotidiana: otto incontri una volta la settimana (più una giornata intensiva di sei ore), tenuti da istruttori che insegnano pratiche come la meditazione seduta, in cui si tiene l’attenzione sul respiro, fino ad arrivare a meditazioni con visualizzazioni, come quelle sulla montagna o sul lago; il Body Scan, in cui si porta l’attenzione sulle varie parti del corpo dai piedi alla testa, mantenendo la concentrazione su ciascuna (che ricorda il check-up yogico dello Yoga Terapia del Dr. M.V. Bhole); la meditazione camminata, in cui si cerca di mantenere l’attenzione sui movimenti che compie il corpo, principalmente le piante dei piedi; alcuni āsana dello Haṭha yoga -che hanno dato vita al Mindful Yoga-; il Mindful Eating, alimentazione consapevole per imparare a mangiare in modo sano e misurato.

I 7 pilastri della mindfulness:

  • Non giudizio
  • Pazienza
  • Mente del principiante
  • Fiducia
  • Non cercare risultati
  • Accettazione
  • Lasciar andare

 

La mindfulness non è psicoterapia, e non è neanche una via spirituale. È una pratica che vuole essere di sincero e sentito aiuto per tutti coloro che vogliono avvicinarsi alla meditazione per iniziare a vivere una vita consapevole.

Jon Kabat-Zinn descrive così la mindfulness:

“Prestare attenzione intenzionalmente, al momento presente, in modo non giudicante.”

Inoltre è una pratica che ha sempre più valenza scientifica. Basta consultare PubMed, la banca dati di medicina e scienze più importante al mondo e consultabile gratuitamente, per rendersi conto dell’apporto della mindfulness in ambiti clinici.

Un valido aiuto in caso di:

  • ansia

  • colon irritabile

  • stress

  • ipertensione

  • insonnia

  • dolore cronico

  • problemi cardiaci

  • difficoltà di memoria e concentrazione

La mindfulness può insegnare a guardare nel profondo di se stessi e il mondo che ci circonda senza pregiudizi.

 


 

LE PROPOSTE

 

  • protocollo MBSR (da lunedì 12 ottobre 2020, dalle 20,00 alle 22,00, otto incontri + una giornata intensiva, La Radura del Loto, via Fratelli Rosselli 13, Vimodrone)
  • corsi di Mindful Yoga (La Radura del Loto, tutti i giorni 13,00-14,00)
  • incontri individuali di mindfulness (su appuntamento)

 

Prenota il tuo incontro conoscitivo gratuito: yoga@vibrazioniyoga.it