Perché lo yoga nel deserto

Il deserto è uno di quei luoghi che è difficile descrivere. È complicato parlarne, finché non ci si mette piede e si sente quello che è in grado di trasmettere quell’apparente nulla, e anche dopo esserci stati, è comunque impossibile raccontarne la potenza.

Il deserto mette in contatto con il proprio io più profondo, con l’inconscio, con l’origine del tutto. Quel vuoto che non è vuoto, e che può mettere anche paura, come spesso fa paura guardarsi dentro.

Eppure, anche lo yoga ha questa funzione: guardarsi dentro, per conoscersi, per intravedere la verità del tutto.

I ritiri nel deserto sono qualcosa di diverso, di davvero unico nel suo genere. Solitamente, per fortuna, non c’è mai il WI-FI nei camp, ed è bene spegnere il telefono, per cercare di imparare di nuovo a stare in contatto con se stessi.

Lo yoga, se praticato nella maniera giusta, può davvero cambiare la vita delle persone, e così il deserto. Si torna diversi una volta che ci si è stati. Non a caso, anche gli eremiti e i guru spesso si ritiravano nelle caverne, in luoghi desertici, proprio per entrare in contatto con il Sé e con il divino, per chi credeva.

Il deserto è un luogo di tutti e di nessuno, e praticare yoga sulle dune è semplicemente magico. In nessun luogo del mondo esistono silenzi così intensi, cieli così stellati, e la meditazione diventa subito una condizione naturale, semplice.

È anche una vacanza dalla propria vita, dalla routine, da se stessi, da tutto e tutti. Il ritiro nel deserto è un qualcosa che rigenera, che crea una condizione di benessere assoluta, nonostante le difficoltà, i letti non sempre comodissimi, il caldo.

Si impara ad annoiarsi, a stare senza far niente, condizione ormai rara e che spesso si tende a evitare, e che invece può davvero farci scoprire chi siamo veramente.

È proprio il non-fare che spesso porta grandi risposte.

Durante i ritiri nel deserto non manca mai il viaggio vero e proprio, per visitare anche le località circostanti. Solitamente si trascorrono tre giorni e due notti nel deserto, altrimenti diventerebbe davvero troppo impegnativo. Il resto della settimana è dedicato alla visita dei vari luoghi d’interesse del paese che ci ospita.

In Giordania abbiamo trascorso due notti e tre giorni nel bellissimo Wadi Rum, e poi abbiamo visitato anche Amman, Petra, il Mar Morto, il Monte Nebo. Negli Emirati Arabi siamo stati due giorni nel deserto, e poi abbiamo visitato Dubai e passato qualche giorno al mare.

Buona parte della nostra Terra è fatta di deserti, c’è il Sahara, il deserto di Atacama, tra Perù e Cile, il deserto del Gobi in Mongolia, quello del Thar, in India, quello dell’Arabia Saudita, il Namib, quelli in Iran, in Israele, negli Stati Uniti, e noi speriamo di farveli visitare in un modo speciale, con l’apporto dello yoga, per rendere la vostra esperienza indimenticabile.