Corsi di Yoga

Per reimparare ad ascoltarsi

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Yoga del respiro

La Radura del Loto, via Fratelli Rosselli 13, Vimodrone

  • martedì e giovedì 13,00-14,00
  • giovedì 14,30-15,45

 

Yoga e pianoforte

Location privata, via Pogatschnig 40, Milano

  • martedì 19,30-20,30

 

Prenota la lezione di prova gratuita scrivendo a: yoga@vibrazioniyoga.it

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Lo Yoga del respiro è adatto a tutti, a chi già pratica da tempo e vuole sperimentare posizioni più avanzate o a chi non ha mai praticato yoga e vuole avvicinarsi a questo mondo imparando ad ascoltare il proprio corpo e senza andare oltre i propri limiti.

Si tratta di uno stile non dinamico e consapevole, simile allo Hatha Yoga, dove le posizioni vengono mantenute a lungo, incentrato sulla lentezza dei movimenti, sull’immobilità e l’ascolto del respiro. Si lavora sulla tonificazione, sulla resistenza e sui muscoli profondi oltre a quelli superficiali, prestando molta attenzione alla costruzione degli āsana, per una migliore conoscenza del proprio corpo e di se stessi. Alla fine della pratica si tiene sempre una breve meditazione.

Alcuni esempi pratici: per raggiungere Padahastasana ci si inclina in avanti inspirando, e non espirando, e una volta raggiunto il nostro limite (non la posizione finale a tutti i costi), si rimane fermi a lungo, non ci sono sequenze di āsana con cambi veloci o meno veloci; si resta in ascolto del respiro, cercando di individuare in che punto riusciamo a sentirlo. In Padahastasana il respiro sarà sulla schiena, all’altezza delle scapole, e quasi assente sul davanti. Nelle estensioni indietro sarà esattamente l’opposto, il respiro sarà ben presente sul petto, nella parte alta.

Un altro esempio, durante una torsione come Ardha Matsyendrasana: ci giriamo verso destra, sempre inspirando -e così per tornare, in modo da non schiacciare le vertebre- raggiungiamo il nostro limite, ci fermiamo in posizione e restiamo in ascolto del respiro che sentiremo ben alto sul petto sul lato destro e quasi assente e chiuso sul lato sinistro. È una questione di percezione, di consapevolezza, di attenzione.

 

 

 

Una volta raggiunta la posizione, il respiro deve essere sempre calmo e non affannoso. A occhi chiusi, si dovrebbe riuscire a dimenticare in che posizione ci si trova ed entrare in uno stato meditativo anche durante le posizioni più difficili.

Come spiega il Dr M.V. Bhole, fautore dello Yoga Terapia, i nostri muscoli sono spesso in tensione durante la giornata e ciò modifica anche il nostro modo di respirare. Riequilibrare il respiro può fare ordine anche all’interno della nostra coscienza e migliorare la salute, andando ad agire sui diversi gruppi muscolari, allungandoli, ma sempre senza sforzo.

È fondamentale imparare ad ascoltare la nostra mente, il respiro e il nostro corpo, e ciò può avvenire solo se manteniamo a lungo un āsana in uno stato di completa consapevolezza.

È impensabile che durante la pratica il respiro sia sempre e solo diaframmatico, basso, nella zona addominale.

Durante il corso s’imparerà a fare buon uso anche dei pranayama, dei krya e dei bandha.

Yoga del respiro, lo yoga consapevole: per imparare a conoscersi, ad ascoltarsi, a rilassarsi e a liberarsi dalle tensioni fisiche e mentali.

 

Anche durante gli incontri di Yoga e pianoforte viene praticato lo Yoga del respiro.